Le nuove città cinesi in Africa, fra sviluppo urbano e politiche espansionistiche

Abbiamo già affrontato il tema del peso sempre più crescente della Cina sul territorio africano, mi sembra interessante citare un episodio interessante, la realizzazione da parte di corporazioni cinesi di interi progetti di città. Il caso emblematico è la Nova Cidade de Kilamba, ad oggi una città fantasma a 30 km da Luanda, in Angola. Si tratta di un complesso di 750 fabbricati di 5, 8 ed 11 piani, praticamente identici nella tipologia e con un chiaro rimando ai blocchi abitativi sovietici, distribuiti su un territorio di 5000 ettari con parcheggi e ampie aree verdi. Inagurata nel 2011 dopo solo tre anni di lavori , costata 2.2 bilioni di sterline,  ad oggi Nova Cidade de Kilamba è totalmente vuota, attirandosi per questo l’appellativo di “città fantasma”. I prezzi per la popolazione locale sono proibitivi, gli appartamenti partono da 100.000 $ e solo il 10 % di questi è stato venduto.

Kalimba è stata costruita dalla China International Trust and Investment Corporation per ospitare 500, 000 persone ed è il più grande progetto di investimenti di questo tipo in Africa. Ad oggi non vi girano macchine, non vi sono negozi alimentari o altre attività, motivo aggiuntivo , oltre ai costi assolutamente  proibitivi, per il quale la popolazione locale non ha interesse a trasferircisi, semplicemente non ci sarebbe lavoro. Bisogna ricordarsi che 2/3 degli angolani vivono con  meno di due dollari al giorno, nonostante la recente crescita economica.

Invece di favorire la costruzione di alloggi popolari o riqualificare le periferie delle città, per cercare di arginare il fenomeno disastroso degli slums e delle baraccopoli in continua crescita, si è deciso di pianificare la costruzione di intere città destinate ad una classe media che semplicemente ancora non esiste. Una soluzione, peraltro già sul tavolo, è di destinare ad alloggi popolari una quota degli appartamenti e di aumentare l’acceso al credito. Per ora i video promozionali del governo, che pubblicizzano una vita diversa in queste moderne città,  non mostrano altro che attori sorridenti ed è lecito chiedersi se non corrisponda piuttosto ad una politica espansionistica cinese,con possibili flussi migratori dalla Cina stessa, tesa ad aumentare l’influenza non solo economica ma anche politica  sul territorio africano.

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Kilamba_Kiaxi_-_May_2011_(3)

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